Ieri il Papa, oggi Mastella...

... era da tempo che non avevo modo di gioire così tanto davanti al televideo.
Dopo che ieri il Pontefice aveva rinunciato di esporre la sua visione della vita (ognuno ha la sua visione personale della vita, e questo non è un problema, il vero problema è che lui ce l'ha anche della nostra!!) alla Sapienza, apprendo ora che Clemente si è appena dimesso da ministro della giustizia.
Il motivo è che la moglie è agli arresti domiciliari per tentata concussione, e giù tutti in parlamento ad applaudire e a spellarsi le mani per il grande gesto dell'uomo che mette la famiglia davanti a tutto... avesse messo i cittadini davanti ai suoi interessi si sarebbe già dimesso da tempo!
Ma se ieri è toccato a Ratzinger, oggi a Mastella, non è che domani tocca a lui?
Mi sa che chiedo troppo in troppo poco tempo... adesso torno a studiare che domani ho un esame... si perchè io domani all'università ci vado, qualcun altro no!   :)

Coca-cola-R-cerchiata... palle-girate-A-cerchiata

 

Oggi me ne stavo seduto a pranzare con un bel crescione in un chiosco-piadineria; essendo da solo inizio a guardarmi un po' intorno, e vedo davanti a me madre e figlio, intenti a mangiarsi un hamburger e bere un mezzo litro di coca-cola.
Poi continuo a muovere lo sguardo, e noto che il tavolo su cui poggio i gomiti ha la sua bella scritta stilizzata cocacola con la sua R cerchiata di marchio registrato... e anche il portatovaglioli ha stampato l'effige cocacola (sempre con la R cerchiata accanto ovvio).
Dulcis in fundo, mi accorgo che pure le seggiole sono rosse e hanno la loro scritta cocacola (R cerchiata ecc.. ecc..); questa comunque l'ho considerata una cosa positiva, stavo facendo vedere il culo alla cocacola...
Non è certo normale però che anche in una piadineria che non è un mcdonald's, un burger king o che altro, ma una semplice attività autoctona romagnola, questa multinazionale metta il suo marchio dappertutto... ci mancava ancora un po' e usciva Babbo Natale a timbrarmi sulla fronte coca-cola-R-cerchiata.
Non è normale ma è considerato tale da tutti (spesso anche da me), e questo perchè a forza di essere bombardati da pubblicità, di essere invasi da cartelloni e da reclame, il vivere in un grande messaggio pubblicitario diventa scontato, anzi tu stesso vieni spinto a farti promotore del marchio, a indossare cappellini o magliette che diffondano il "morbo", a bere la bibita ufficiale di quel dato evento sportivo ed altro ancora.
Eppure cosa c'entro io con un manipolo di dirigenti che pagano miliardi di dollari per far sapere a tutti quanto sia buono il loro drink e allo stesso tempo affamano migliaia di lavoratori nelle fabbriche del secondo/terzo/quarto mondo?
Mi viene in mente anche un aneddoto di un paio di anni fa, quando in stazione 2 tipe regalavano campioni omaggio della nuova coca-cola-diet-R-cerchiata (come se facesse dimagrire) ai passanti: al mio rifiuto, la ragazza stupita mi fa "ma è gratis!!"... e allora?? Anche pestare una merda è gratis, non è un bene universalmente riconosciuto la cocacola, che deve per forza piacere a tutti!
Detto questo, qualche giorno fa ho visto un documentario che parlava nella prima mezzora del comportamento delle multinazionali, tra cui la cocacola, in Colombia: diritti del lavoratore prossimi allo zero, minacce di morte a chiunque provi a fare sindacalismo, morte per quei sindacalisti che proprio non se lo mettevano in testa il motto "always cocacola"... questa è la cocacola che io conosco, quella che ha senso conoscere, visto che la gente intorno a me preferisce credere e obbedire alla pubblicità piuttosto che andarsi ad informare un minimo. Per chi fosse interessato al documentario, tra qualche giorno penso/spero sia messo in rete e sarà reperibile a questo link.

Il terrorismo secondo Papa Benedetto XVI

 

Inauguriamo l'anno con un bel post di (s)clero, dato che ho sottovalutato l'argomento negli ultimi tempi, nonostante di spunti ce ne siano sempre parecchi, complice l'elezione di un Papa che nel Medioevo si sarebbe sentito di certo a proprio agio.
Nel messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della giornata mondiale della pace trovo scritto farneticanti discorsi su come la famiglia, ma ovviamente solo quella naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, sia portatrice di ordine e di pace nella comunità umana.
Non è la prima volta che sento ragionamenti del genere, aveva avanzato le stesse tesi già qualche giorno fa se non ricordo male. Si vede che dirlo una volta non gli è bastato, ha voluto ribadire il concetto... vuoi che a forza di ripetere una cosa la gente cominci a crederci (e questo mi ricorda 2 persone, e sono Goebbels e Berlusconi).
Piccola obiezione: ma le gerarchie ecclesiastiche, che da millenni influenzano la politica di quasi tutti i regni, gli imperi e gli stati europei che si sono susseguiti dall'impero romano ai giorni nostri, e che quindi in pratica indirizzano, quando non governano addirittura, da secoli la società occidentale, non sono tutte persone che una famiglia non l'hanno mai fatta?
Da un lato quindi si vuole affermare che solo una persona che vive in una famiglia di tipo cattolico tradizionale possa portare pace nel mondo (...come non ricordare il sano prototipo della famiglia nazista ariana tra l'altro), dall'altro l'evidenza mostra come persone che predichino tale concezione non la pratichino assolutamente e  influiscano da sempre sui destini di milioni di persone, contribuendo a guerre, contrasti e giochi di potere.
Riporto poi questa frase contenuta nel messaggio: "chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale".
E' da anni che questa moda di raffigurare come un nemico chiunque non la pensi come te, inaugurata da Bush con l'attentato all torri gemelle, fa proseliti tra chi governa le principali istituzioni mondiali: questa logica del "chi non è con me, è contro di me", si è evoluta ben presto con l'abuso dell'accusa di terrorismo verso chiunque, da chi esprime opinioni fuori dal coro a chi è semplicemente di un colore di pelle diverso dal tuo.
Per quanto riguarda la Chiesa come non dimenticare quando il comico Andrea Rivera fu definito TERRORISTA per aver fatto qualche battuta sul bigottismo dei comandamenti papali durante la festa del 1° maggio? Beh adesso la nuova minaccia all'ordine mondiale, il portatore di instabilità e guerre, il nuovo terrorista pronto a far esplodere la famiglia di pace di Benedetto XVI è chi, anche inconsapevolmente, osteggia l'istituto familiare.
Oggi (2008, non 1008) il nuovo volto del terrorismo è il gay, la lesbica, il convivente: è lui che rende fragile l'equilibrio mondiale, non il perfetto padre di famiglia Bush. Il messaggio ovviamente è rivolto anche ai politici, a quei politici che osano opporsi ai dogmi ecclesiastici, che inconsapevolmente distruggono la famiglia... eccolo il terrorismo di stato visto dagli occhi del Papa, è la legge sulle unioni civili volute da Zapatero!
Il discorso ovviamente è poi infarcito di buoni propositi sulla negatività del riarmo nucleare, sullo sfacelo ambientale e sulle brutture della guerra; il problema è che poi le gerarchie cattoliche si adoperano attivamente (e parecchio) solo per reprimere le libertà personali dell'individuo, mentre tutto il resto rimangono solo bei discorsi e strette di mano a chi la guerra la esporta molto volentieri, a chi ritiene che l'opzione nucleare è una delle tante opzioni messe sul tavolo, a chi non fa nulla per frenare la distruzione dell'ambiente perchè altrimenti il PIL potrebbe calare dello 0,01%.
Vorrei tanto sentire una parolina di protesta da parte di qualcuno che non sia il comico televisivo di nicchia o il relativista "terrorista" come me, vorrei che anche il cattolico medio si rendesse conto che queste deformazioni della realtà sarebbero da condannare.
Che disgusto.

Buon anno, diocane!

Perchè viviamo in un mondo di paura?

Stufo dell'opinione preconfezionata offerta ogni giorno da politicanti di ogni genere davanti a qualunque telecamera di qualunque programma televisivo.
Stanco di chi si accontenta di tale opinione preconfezionata e cancella dalla lista tutte le altre possibilità.
Stomacato dall'abuso della morale cattolica e dei suoi vincoli assurdi, sempre più imposti con la forza anche a chi non nutre nessun interesse verso la religione.
Saturato dall'arroganza di chi sfrutta e comanda e ordina morti su morti, mai capace di porre un freno alla propria sete di potere.
Spaventato dalla direzione in cui si sta muovendo il mondo, sempre più spinto verso il collasso.

 

Monologo preso pari pari dal film "Sangue - la morte non esiste", di De Rienzo:
"...un mondo fondato sulla paura, sulla paura, sulla paura e il potere per fermarla... e quanti Gesù ci sono, quanti Gesù ci sono ancora oggi, quanti? E li chiamiamo clandestini, immigrati, li chiamiamo extracomunitari, li chiamiamo dissidenti... chiunque c'ha qualcosa da dire, chiunque ha qualcosa da dire viene crocifisso, perchè?
Viviamo in un mondo di paura... e voi state qui (il protagonista sta celebrando, travestito da prete, una messa a cui assiste una folla di carabinieri, polizia e altre autorità) ad ascoltare me, perchè? Perchè? Per una divisa che vi fa più paura della vostra... per paura della mia divisa, perchè avete paura, perchè avete paura, ma se me la levo questa divisa, che cosa resta, che cosa resta? Che cosa rimane? Che cosa rimane? Che cosa rimane?
Guardate... a che servono le armi, le pistole? A che servono gli eserciti, i carceri, a che servono? Perchè viviamo in un mondo di paura? Ci dev'essere un posto in cui non si ha paura..."

 

Viaggio a Liverpool, freddo e perquisizioni

Per la rubrica "i cazzi miei narrati su internet" ecco la cronaca in 4 atti del mio passaggio in Inghilterra:
Atto I: La partenza
Reduce da allegra festa (2.98 al test etilico) il pomeriggio in condizioni pietose parto per il lungo tragitto verso l'aeroporto di Bergamo (macchina fino in stazione a Imola, treno con 2 cambi per Bergamo, bus dalla stazione all'aeroporto) nel primo e unico caso in cui si vomita prima di iniziare il volo e non durante.
Il mio primo volo in aereo è stato tranquillo, salvo per le perquisizioni concentrate su di me (è casuale, è un controllo a campione, pensavo... al ritorno mi accorgerò di no, sarà colpa della barba o dell'aspetto losco???); arrivati a Londra cerchiamo un bed & breakfast e facciamo un primo giretto per le strade alla ricerca di cibo.
Atto II: London
Dopo che i dolori allo stomaco (vedi ancora alla voce allegra festa) sono finalmente passati è il momento di interrompere il digiuno e iniziare a ingozzarsi di hamburger, fish & chips e di colazioni allucinanti uovo-pancetta-fagioli-marmellate-pomodoro; dato che il tempo di permanenza previsto a Londra è breve dormiamo poco e iniziamo a girare alla ricerca di più cose possibili da vedere: passiamo da Buckingham Palace, dove la cerimonia sarà stata pure solenne ma a me sembrava una parata di carnevale, attraversiamo Green Park e arriviamo all'arco di Wellington, poi Hyde Park e infine visitiamo Westminster Cathedral, al cui interno ho il privilegio di bestemmiare, e i negozi Harrods, dove io non entro (anche perchè gli animalisti lo dovrebbero boicottare... ahi ahi paolo).
Atto III: Liverpool
Preso di corsa il bus per Liverpool ci cucchiamo 5 ore di viaggio e arriviamo cotti la sera, dove facciamo fatica a dare il meglio di noi nel gelido venerdì dei pub inglesi. Scioccante la capacità degli inglesi di resistere al freddo: con una temperatura inferiore allo zero, mentre io tremavo con giubbotto, cappuccio, guanti e sciarpa che lasciava una fessura per naso e occhi i maschi camminavano per strada in t-shirt o camicia e le femmine con gonna e nei casi più assurdi con spalle scoperte... non è solo colpa dell'alcool, c'è anche una discreta dose di ignoranza (non di quella intellettuale).
Arriva quindi il giorno della partita Liverpool-Portsmouth e ci rechiamo ad Anfield, dove ci infiltriamo nella curva degli ospiti, che mi ispirano subito simpatia (play home pompeys... pompeys play home!!!); peccato che la difesa del Portsmouth sia fatta con gli omini del subbuteo e la partita finisca 4-1 per i padroni di casa (agli ospiti non rimane neanche la possibilità di infamare gli avversari, perchè in Inghilterra appena dici una parola di troppo ti portano subito fuori dallo stadio).
Passiamo la serata a rifocillarci fino a scoppiare ad un buffet di quelli dove ad un prezzo fisso prendi quanta roba vuoi (tranne Paolo che digiuna come al solito), quindi troviamo un tipico pub inglese dove giocare a freccette e bere una birra (mezza nel caso di Dario, che se no si ubriaca); ...messaggio per paolo e dario: sto ancora aspettando i ringraziamenti per le mie doti di orientamento, che se no voi eravate ancora là a chiedervi dove stava la kop, buffoni!
Il giorno seguente rigiriamo per Liverpool e zone limitrofe, e per la prima volta in vita mia vedo anche baristi collassati oltre che clienti (oltretutto alle 3 del pomeriggio!); passiamo infine la notte a giocare a pallone in centro a Liverpool, facendo scattare con una pallonata l'allarme del negozio del Liverpool F.C. (saluti alla volante che 15 minuti dopo è venuta a girare per le strade del centro).
Atto IV: Il ritorno
Dormicchiamo in aeroporto a Liverpool, quindi mi faccio riperquisire e tastare fin nelle minime pieghe dei pantaloni e delle scarpe, fino a quando dario non decide che è il caso di farmi una foto mentre mi esaminano; dato che le foto in quella zona sono proibite, i 2 controllori spostano velocemente le attenzioni su di lui, regalandogli una bella figura di merda e lasciandomi andare.
Aereo-treno-macchina entro sera si ritorna a casa, con 2 chili e mezzo in più nella pancia e un gran desiderio di farsi una doccia.

Buon nat..urale martedì a tutti, ricordando che se la pena di morte non fosse mai esistita nessuno avrebbe crocifisso Cristo, con conseguenza tante sofferenze evitate e una religione in meno!

Vicenza: protesta, oscuramento mediatico e politicanti

"Un albero che cade in mezzo ad una foresta, senza che nessuno sia lì ad ascoltare, fa rumore?"
E' l'analogia più semplice con quello che è successo oggi a Vicenza: se 50mila persone protestano contro l'ampliamento della base militare, ma nessun politicante (destra e sinistra è indifferente) e di conseguenza nessun mezzo d'informazione capace di raggiungere il grosso della popolazione ne parla, la protesta è servita a qualcosa, oltre che a fare una passeggiata?
Quale percentuale della popolazione italiana è stata messa in condizione di ragionare con le giuste informazioni sull'argomento, escludendo quella parte che l'informazione se l'era già andata a cercare da altre fonti (magari più attendibili dei telegiornali televisivi) o che comunque aveva già un'opinione in merito?
Per carità, ci tornerei altre 100 volte con le stesse motivazioni e la stessa volontà, ma non ripongo nessuna speranza in questo governo; spero che anche le persone che compongono la base della "sinistra arcobaleno" capiscano che nessuno dei loro leader è disposto ad aiutarli (e oggi sono stati contestati alcuni manifestanti di Rifondazione, anche se a meritarsi gli insulti erano solo i loro capi e capetti che si vergognavano di girare per le strade di Vicenza).
E' logico che poi la gente cominci a stufarsi, si incazzi, e si cerchino altre strade per dar luogo alla protesta... se poi aggiungiamo ritardi immotivati di più di 100 minuti ai treni, diventa proprio rottura di balle.